Guida pratica ai parchi della Tanzania.
Africa,  I miei viaggi

Parchi della Tanzania: una guida pratica per vivere emozioni indimenticabili.

In lingua Swahili, il termine safari significa “viaggio”; non era la traduzione che mi sarei aspettata, lo ammetto, eppure è la più corretta per descrivere questo tipo di esperienza: un viaggio, meraviglioso, lungo i più bei parchi della Tanzania, con panorami mozzafiato, avvistamenti indescrivibili e tramonti infuocati. Un safari dell’anima, che ci ricorda, ogni secondo, quanto sia prezioso questo nostro mondo! 


Tanzania: dove si trova e come arrivare.

La Tanzania (il cui nome deriva dall’unione di Tanganica e Zanzibar), si trova nell’Africa centro-orientale, a sud del Kenya e a Nord di Mozambico e Malawi.

La Tanzania è attraversata dalla Rift Valley e, lungo tutto il suo territorio, vi dimorano alcune delle montagne più maestose ed imponenti di tutta l’Africa, basti pensare al monte Kilimanjaro (5.895 m) e al monte Meru (4.566 m).  Non sempre, infatti, quando si parla d’Africa, si pensa alle montagne, non è vero?! Eppure gran parte del territorio della Tanzania ha un’altitudine superiore ai 1000 m.s.l.m., fattore che, ovviamente, influisce parecchio sul suo clima.


Se, da bambini, alla domanda “Quale’è la capitale della Tanzania?”, avete risposto “Dar es Salaam“, probabilmente il voto preso (scommetto basso!) vi sarà stato di monito per ricordare che non è proprio così. Già nel 1973, la ben più conosciuta Dar ha dovuto cedere il passo a favore dell’anonima Dodoma (mai sentita, vero?!). La volontà del governo dell’epoca pare fosse quella di dare slancio alla parte più interna del Paese; il fatto che, ancora oggi, Dodoma sia praticamente quasi sconosciuta al turismo internazionale farebbe presupporre che tale strategia non sia stata un grande successo!

La maggior parte dei voli intercontinentali arrivano all’aeroporto internazionale Julius Nyerere (Julius Nyerere International Airport, JNIA), che è il principale aeroporto di Dar es Salaam. Se la vostra intenzione è quella di partire subito per un safari nei parchi della Tanzania settentrionale, la destinazione più comoda e funzionale è il Kilimanjaro International Airport (KIA). Non lontano da qui, infatti, vi imbatterete nella rumorosa Arusha, una città polverosa, priva di particolare attrattiva, che però ospita le centinaia di agenzie locali che organizzano safari nei principali parchi della Tanzania.

La Tanzania è facilmente raggiungibile dall’Italia con voli KLM, British Airways, Qatar, Emirates e di molte altre compagnie aeree.

Lungo la strada, tra i parchi della Tanzania settentrionale.

Clima nei parchi della Tanzania.

Per semplificare, si possono individuare 2 zone climatiche distinte: le zone interne, caratterizzate dalla presenza di altipiani, e la zona costiera, che invece gode di un clima più mite e umido.


La stagione secca va da maggio ad ottobre ed è il periodo di maggiore afflusso turistico. La stagione delle piogge, invece, si divide in due periodi distinti: la cosiddetta “grande stagione delle piogge” (da metà marzo a metà maggio) e quella definita  “piccola stagione delle piogge” (da inizio novembre a metà dicembre), quando i rovesci si concentrano solo in alcune ore della giornata.

Nei parchi della Tanzania, comunque, non aspettatevi “temperature africane” :-), con massime che difficilmente superano i 30° ed un’escursione termica tra il giorno e la notte che non passa di certo inosservata, anzi… se dormite all’interno del Ngorongoro preparatevi a battere i denti!


Animali africani: conosci i BIG FIVE?

parchi della Tanzania
Uno dei BIF FIVE nei parchi della Tanzania.

Se siete appassionati di Africa e di viaggi safari conoscerete già, senza alcun dubbio, i cosiddetti “grandi cinque”. 

L’origine di questo nomignolo, però, è molto meno nota e anche parecchio infelice!


Il nome “Big Five” deriva dal Big Five Game, che altro non era che una sfida personale tra cacciatori per decretare coloro i quali, tra tanti partecipanti, fossero talmente abili da uccidere gli esemplari più pericolosi d’Africa. Originariamente nato nei parchi nel Sud Africa, il termine si diffuse presto in tutto il territorio africano e principalmente nei principali parchi della Tanzania, Kenya e Botswana.

Ma chi sono questi BIG FIVE? La risposta è abbastanza intuitiva:

  • Elefante;
  • Leone;
  • Rinoceronte;
  • Leopardo;
  • Bufalo.

I Big five nei parchi della Tanzania.

I parchi della Tanzania sono tra i più popolosi dell’intero continente africano eppure non è facile avvistare tutti i Big Five. Il motivo è presto detto: il rinoceronte è ormai da considerarsi una specie in estinzione, vittima  della cosiddetta “guerra dei corni”.

Il loro corno d’avorio, desiderio ambito di tutti i bracconieri, sta portando questa specie animale ad una veloce estinzione.

La guerra dei corni, infatti, ha ucciso la metà dei rinoceronti durante gli anni settanta ed oggi i bracconieri agiscono in modo sempre più devastante, utilizzando elicotteri e armi automatiche. Negli ultimi 3 anni sono stati estratti ben 1349 corni.

Pare, infatti, che la medicina tradizionale cinese utilizzi ancora il corno di rinoceronte polverizzato per guarire febbre, epilessia, malaria, avvelenamenti e ascessi, trasformandolo di conseguenza in un bene pregiato, dal valore elevatissimo sul mercato nero. Di certo, gli asiatici non sono gli unici ad incentivare questa macabra caccia; nello Yemen, ad esempio, il corno di rinoceronte viene utilizzato come manico della “Jambiya”, il tradizionale pugnale ricurvo.

In Occidente, souvenirs e trofei d’avorio sono molto ambiti da ricchi e facoltosi, contribuendo all’uccisione del 90% dei rinoceronti in Kenya, Tanzania e Zambia e alla loro estinzione in ben 7 paesi.

Direi che dovremmo farci tutti un bell’esame di coscienza, non vi pare?


I parchi della Tanzania settentrionale e il Ngorongoro Conservation Area.

Differenza tra Parco Nazionale e Conservation Area.

A differenza dei parchi della Tanzania, che sono amministrati dalla “Tanapa“, tutta l’area pertinente al Ngorongoro viene amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area Autority, che consente alle popolazioni autoctone, come ad esempio i Masai, di vivere all’interno dell’area, anche se con qualche restrizione. Diversamente dalle aree pertinenti ai parchi, quindi, all’interno del Ngorongoro vivono comunità di autoctoni, raggruppate in sparuti villaggi. Gli ingressi, invece, in entrambi i casi hanno una durata di 24 ore, ed i prezzi differiscono di caso in caso. Per una buona organizzazione di un safari, quindi, si dovranno considerare, in maniera abbastanza precisa, sia gli spostamenti che i tempi di stazionamento, in modo da ottimizzare la spesa (in considerazione del fatto che, trascorse 24 ore e un minuto, vi verrà richiesto il pagamento di un ulteriore ingresso giornaliero).

I principali parchi della Tanzania Settentrionale. Descrizione ed esperienze.

Tarangire National Park.

Questo parco, poco distante da Arusha, è di solito il primo ad essere visitato durante un classico circuito safari nei parchi della Tanzania continentale. Originariamente zona di caccia, il parco è stato istituito solo nel 1970 ed è oggi considerato come una delle più belle riserve naturali del paese.
Ricopre una superficie di 2600 Km², quindi ben più piccolo dell’immenso Serengeti, e si trova a 1100 metri d’altitudine, ospitando campi di baobab e centinaia di esemplari di elefante africano. Potremmo definirlo come un piacevole antipasto ai parchi nazionali più blasonati, fatto sta che una visita al Tarangire National Park è quasi tappa obbligata per un safari che si rispetti. Il tramonto, da queste parti, è uno spettacolo commuovente!

Imperdibile se… volete provare a  vedere quante persone ci vogliono per abbracciare un Baobab!

Manyara National Park e il villaggio di Mto wa Mbo

safari in Tanzania
La bellezza del Manyara National Park.

Il Lake Manyara National Park è uno dei parchi più piccoli e sottovalutati della Tanzania. Fa parte del grande circuito safari del Nord ed è l’unico parco dove poter ammirare un panorama più simile alla foresta che alla classica savana. Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e centinaia di specie di uccelli. Durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre.

Imperdibile se… volete vedere qualcosa di diverso dalla classica savana!

A pochi chilometri di distanza dall’entrata del parco vi è il piccolo paese di Mto wa Mbu (un nome non particolarmente invitante e che in lingua swahili significa”fiume delle zanzare”), che offre varie possibilità alloggiative ed alcuni camp site decisamente comodi.

Un’esperienza piacevole, che vi impegnerà per non più di mezza giornata, è il giro in bicicletta  organizzato dalla comunità locale: passerete tra risaie e bananeti, assaggerete la birra di banana e vedrete all’opera gli artigiani locali mentre intarsiano il legno o mentre dipingono le bellissime tele che vedrete in vendita in quasi tutti i negozi di souvenirs.

In un classico circuito safari, questo sarà l’unico vero momento di interazione con le popolazioni locali quindi non perdetevelo!

Serengeti National Park

La parola masai “siringet” significa letteralmente “piana senza fine”: senza alcun dubbio, il Serengeti è il RE dei parchi della Tanzania. Definirlo bellissimo è quasi riduttivo, emozionarsi mentre se ne percorre il territorio è una certezza e ammirare le nuvole che corrono veloci ti fa venire voglia di piantare una tenda e di rimanere qui, a tempo indeterminato. Il Serengeti è un sogno, immenso, di oltre 15.000 chilometri quadrati!

Preparatevi a condividere lo spazio con gnu, zebre, gazzelle di Thompson, leoni, leopardi,  ghepardi, enormi mandrie di elefanti, eland, impala, antilopi d’acqua, giraffe, struzzi, coccodrilli, ippopotami e più di 400 specie di uccelli.

La zona meridionale o centrale del Serengeti è da considerarsi tappa obbligata per almeno una notte, mentre, se vi trovate a viaggiare nei mesi di Luglio e Agosto, è praticamente impensabile non cercare di intercettare lo straordinario fenomeno della “grande migrazione” di gnu e zebre, spingendosi verso Nord, al confine con il Kenya.

Imperdibile se… niente se, imperdibile e basta!

Great Wildebeest Migration, la Grande Migrazione
La grande migrazione, Mara River, Tanzania,
La grande migrazione, Mara River, Tanzania,

La Grande Migrazione è una transumanza di animali erbivori tra i parchi del Masai Mara (Kenya), Serengeti e Ngorongoro. Le mandrie di gnù e zebre si muovono tra questi parchi durante tutto l’anno, sempre alla ricerca di pascoli ed acqua.

I movimenti della Grande Migrazione sono legati alle piogge, perché determinano la crescita dell’erba fresca di cui gli animali hanno bisogno. Prevedere dove e quando sarà la Grande Migrazione vuol dire in qualche modo prevedere le piogge.

Osservare le mandrie che migrano è un’esperienza molto bella, ma assistere ad un attraversamento del fiume Mara, al confine tra Tanzania e Kenya, è qualcosa di completamente diverso. Guardare gli animali tuffarsi nel fiume è drammatico, incredibilmente emozionante e i numeri sono difficili da comprendere anche quando li vedi con i tuoi occhi.

Per prendere parte a questo evento straordinario devi essere veramente al posto giusto al momento giusto. Nessuno può predire in modo assoluto quando e dove gli animali attraverseranno i fiumi, ma, solitamente, una buona guida conosce perfettamente i momenti e le zone più vantaggiose.

Il periodo perfetto per assistere alla migrazione va da fine luglio a fine agosto. 

Un safari che si ponga l’obiettivo di rintracciare la migrazione in questi mesi deve necessariamente prevedere almeno due pernottamenti nell’area di Lobo o direttamente nel Serengeti Mara, poco più a nord. I pernottamenti nel Serengeti Mara vengono normalmente previsti con i safari di alto livello dal momento che, salvo rare eccezioni, i lodges ed i campi tendati di quest’area sono piuttosto costosi. Nei safari di livello medio o low budget, il pernottamento è normalmente previsto nell’area di Lobo, che permette di raggiungere il Mara con escursioni giornaliere.

Ngorongoro Conservation Area

La Conservation Area del Ngorongoro è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1979 proprio per la sua bellezza e per l’unicità del suo ecosistema. Le aree principali della NCA (Ngorongoro Conservation Area) sono quattro:

  • Il cratere di Ngorongoro;
  • gli altopiani orientali;
  • gli altopiani meridionali;
  • le pianure settentrionali.

Il Cratere di Ngorongoro, situato a 2.200 metri sul livello del mare, è la caldera intatta più grande del mondo, formatasi circa 3 milioni di anni fa, a seguito dell’esplosione, e successivo collasso, di un vulcano; al suo interno, grazie al microclima particolarmente vantaggioso, vive una straordinaria concentrazione di animali, un fenomeno unico che deve essere visto almeno una volta nella vita! Una visita di una giornata all’interno del cratere è un’esperienza imperdibile, provare per credere.

Imperdibile se… volete riconnettervi con la natura e il mondo intero.


Dove dormire durante un safari in Tanzania: lodge o camp site?

Ed eccoci arrivati all’annoso quesito su dove dormire durante un safari nei parchi della Tanzania: lodge, campo tendato o camp site pubblico? La risposta dipenderà esclusivamente dal budget a disposizione. I lodge, soprattutto in alta stagione, sono davvero un lusso! Una camera doppia, in pensione completa, solitamente parte dai 200 dollari a persona fino ad arrivare, nelle strutture più esclusive, a 1000 dollari e anche più. Parliamo, ed è bene specificarlo, di strutture dotate di ogni confort, costruite  senza intaccare il territorio circostante e magistralmente gestite nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità. Chapeau, ma la perfezione, giustamente, si paga a caro prezzo.

Una via di mezzo sono i campi tendati, che offrono sistemazioni confortevoli in tende pre-montate e dotate di letti, acqua calda e bagni interni. Anche in questo caso, non aspettatevi di pagare cifre molto più basse di quelle di un lodge.

Campo Tendato a Lobo, Serengeti Nord.
Camp Site a Lobo, Serengeti Nord.

Discorso diverso sono i camp site pubblici che, però, sono molto lontani dalla concezione di campeggio che abbiamo in Europa: in pratica, e senza mezzi termini, non sono campeggi ma spianate, spesso e volentieri in terreno non erboso, dotate di docce e bagni al limite del basico.

Queste “strutture” non sono recintate e le visite notturne di animali sono all’ordine del giorno (ma questo fa parte della bellezza del posto, non credete?).

Per poter pernottare in un camp site pubblico bisogna essere totalmente autosufficienti ma questo non significa che siete obbligati a portarvi tutto l’occorrente dall’Italia; normalmente, tutti i tour operator e le agenzie locali offrono dei pacchetti viaggio che includono l’utilizzo di tende, sacchi a pelo, materassini e udite udite, cuoco personale! Quindi HAKUNA MATATA (in Swahili “nessun problema”), tranne l’acqua gelida e i bagni che nel 70% dei casi vengono intasati dall’inciviltà degli utenti.


Costi e budget di un safari nei parchi della Tanzania.

Se sei arrivato a leggere fin qui, vuol dire che su questo viaggio ci stai facendo più di un pensierino, non è vero?!

Bene, ora non ti resta che fare due conti per avere un’idea di quanto costa un viaggio safari in Tanzania.

Escludendo il volo intercontinentale, queste sono le principali voci di costo registrate ad Agosto 2018. 

INGRESSI AI PARCHI (24 H, a persona):

  • TARANGIRE: 45 $;
  • MANYARA: 45 $;
  • NGORONGORO: 60 $;
  • CRATER SERVICE (DISCESA AL CRATERE): 250 $ ogni Jeep;
  • SERENGETI: 60 $.

JEEP CON AUTISTA: dipende dal numero di occupanti (considera tra i 300 e i 600 dollari a persona per 5/7 giorni, incluso carburante);

ACCOMODATION (prezzi per notte, a persona, con tenda propria):

  • CAMPEGIO PRIVATO A MTO WA MBU: 15 $;
  • NGORONGORO PUBLIC CAMPSITE: 40 $;
  • SERENGETI PUBLIC CAMPSITE: 30 $.

CUOCO PRIVATO: tra i 20 e i 30 $ a persona al giorno, escluse provviste alimentari e acqua.

CIBO E ACQUA: circa 10/20 $ a persona, al giorno (comprende colazione, lunch box e cena).

BIRRA LOCALE: tra i 2 e i 4 dollari nei parchi, circa 1/1,5 $ nei negozietti per strada.

In conclusione, anche volendo viaggiare low cost, per una settimana di safari nei parchi della Tanzania, volo escluso, bisogna considerare un budget di almeno 1000/1500 $ a persona.


Contatti utili e link.

http://tanzaniatourism.go.tz/en Ottimo sito, in lingua inglese, dove trovare informazioni utili al viaggio.

Pagina dedicata alla Tanzania del sito “Viaggiare Sicuri”, da consultare prima di ogni partenza.

Scheda del viaggio di gruppo operato dal Tour Operator “Avventure nel Mondo”;

Il mio articolo sulle migliori destinazioni per viaggiare in tenda;

Per il giro in bicicletta nel villaggio di Mto wa Mbu contattare il divertentissimo Goodluck Alex al nr. +255782851262 (WhattsApp);

Se vi occorre un driver vi suggerisco due freelance: Philip (+255764556424) e Gido (+255784400551);

Il cuoco più bravo della Tanzania? Si chiama Jackson e vi farà ingrassare 🙂 contattatelo al nr. +255754551683.

Se avete domande, scrivetemi, E SE RITENETE CHE QUESTO POST VI SIA STATO UTILE, CONDIVIDETELO!

Buona strada e non perderti tutta la potenza dell’African Beauty


La colonna sonora che mi ha accompagnato negli spostamenti in Africa.

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